17 giugno 2013

2013 NBA Finals - Appunti tattici pre Game 5

Semplificando all'estremo, c'è un concetto chiave per introdurre gara 5 delle NBA Finals: esecuzione. Riguarda i San Antonio Spurs, ma si estende logicamente anche ai Miami Heat, per motivi speculari.


Esecuzione significa applicare i movimenti tattici in maniera fedele alla loro espressione teorica. In parole povere significa muoversi come i cerchietti e far si che gli altri si muovano come le crocette. Gli Spurs sono la squadra che esegue meglio in NBA (fra le altre squadre che eccellono nel campo, direi certamente i Grizzlies), casualmente allenata da uno dei più grandi coach di sempre. Avere Tony Parker in regia aiuta parecchio: il francese è una delle pochissime point guard nba capaci di uscire dallo spartito e rientrarci senza perdere la continuità dell'azione. Parker non perde mai il segno e anche se divaga, sa sempre dove aveva lasciato il discorso. Gli Heat contro Indiana e Chicago avevano attaccato in maniera aggressiva l'esterno con la palla, soprattutto nei giochi a due, allo scopo di mettere pressione, togliere visuale e quindi ritardare l'esecuzione, Ci erano riusciti bene, come ha testimoniato lo stesso Belinelli nello studio di Sky, prima di gara 1. Con Parker non ha funzionato, perchè Tony non ha apparentemente bisogno di vedere dove stanno i compagni per servirli. Tutto merito del nativo di Bruges? Sicuramente il suo talento ha un ruolo fondamentale, ad esempio la velocità nel prendere una decisione, che spesso anticipa il movimento della difesa, ma con altrettanta certezza il merito è da condividere con Popovich e degli altri nero-argento in campo. Gli Spurs sanno sempre dove andare e percorrono i movimenti dei loro giochi in maniera praticamente perfetta. Sono dei cerchietti infallibili e per Parker è facile sapere dove si trovano, anche se non può vederli.
Esecuzione è stata la parola d'ordine per il massacro di gara 3.


Dopo la rimessa gli Spurs creano subito movimento, Ginobili si crea spazio prendendo prima il blocco di Joseph, poi quello di Leonard sul passaggio consegnato e infine quello di Duncan. Gli Heat scelgono sempre di seguirlo con l'uomo del bloccante per mettergli pressione, come dicevamo. James però non è aggressivo e nemmeno Bosh. Dopo il blocco di Duncan si ritrovano in 3 su un solo uomo sul perimetro, senza che questo sia minimamente in difficoltà. Quando Duncan taglia ed esce Neal dall'area è Wade a ruotare al posto di Bosh, con Cole, la PG in campo, a chiudere l'area. Tutti i giocatori di Miami sono sul lato forte, addirittura 4 su 5 su un quarto di campo, mentre gli Spurs sono spaziati benissimo, c'è già un forte mismatch in post basso (Duncan vs Wade) e il palleggiatore non ha ancora subito alcuna pressione. Quando James arriva addosso a Ginobili è tardi, perchè C'è Joseph in angolo (non si vede nell'inquadratura) da solo, Miller che deve marcare due uomini pericolosi sul perimetro a 5 metri di distanza l'uno dall'altro e Duncan che riceve le attenzioni di 3 giocatori diversi. Miller sceglie Leonard, perché Ginobili lo guarda prima di liberarsi del pallone e Cole non può recuprare, ma la sfera va a Neal, che tira completamente libero. Con uno o due extra-pass, in caso di miracolo di Miller o James, San Antonio avrebbe comunque potuto trovare due diversi wide open shot, con Leonard o Joseph dall'angolo.
La chiave è stata l'esecuzione perfetta e la mancanza di pressione della difesa ed è stato il motivo di gara 3.


Anche nel secondo video, è chiara la perfetta attitudine dei giocatori nero-argento ad eseguire i propri giochi. Ginobili è in movimento ancora prima che Parker varchi la metà campo, mentre Duncan, che sembra ritornare semplicemente in difesa, è già nella direttiva per il suo movimento senza palla, cioè un blocco sul post basso per un Parker che non ha nemmeno ancora iniziato il movimento per smarcarsi. Parker prende le distanze dal difensore grazie alla sua velocità e a due blocchi, di Green e Tim: in meno di 5 secondi e con soli due passaggi la difesa si è già mossa in maniera sensibile. Bosh ha seguito Parker sul blocco, ma quando Tony serve Duncan in post basso ben 4 giocatori degli Heat si preoccupano quasi esclusivamente del caraibico. Ancora una volta 5 Heat nel lato forte, 4 in un quarto di campo, esattamente come prima. Ginobili e Green sono liberi e infatti Green prende un tiro comodo, stavolta sfruttando l'extra-pass di cui parlavamo prima. Il tiro non entra, ma aver fatto muovere la difesa produce ulteriori vantaggi: gli Heat non hanno riferimenti a rimbalzo, per via dei cambi difensivi. Lebron e Bosh si sono ripresi il proprio uomo, ma Leonard ha posizione rispetto a James e Bosh non può mettere il corpo su Duncan, non a caso ci sono due rimbalzi Spurs e due extra possessi che finiscono in un canestro.


In gara 4 le cose cambiano perchè gli Heat diventano più aggressivi e provano a disturbare l'esecuzione degli Spurs, infilandosi fra le maglie dei loro giochi. Ginobili prende il blocco di Splitter e viene raddoppiato, esattamente come avveniva in gara 3. Il raddoppio però è molto più aggressivo e Ginobili, oltre a indietreggiare (nel primo filmato percorreva la linea dei 3 punti senza disturbo), ha solo Splitter da servire, perchè Wade e Allen coprono bene i compagni più vicini. La rotazione di Lebron su Thiago è ottima perchè fatta coi tempi giusti e con aggressività e Haslem recupera dal raddoppio in pochissimo tempo. Stavolta è 3 contro 3, non 4 contro un uomo senza palla, anche Allen si stacca da suo uomo solo quando vede che Splitter ormai non può servirlo. Lebron anticipa il gioco degli Spurs, cioè si butta per intercettare il passaggio sull'angolo (le triple dall'angolo sono una delle chiavi per entrambe le squadre). Splitter gioca a memoria, ma perde palla, perché gli stavolta Heat hanno letto l'attacco e non l'hanno subito passivamente.

In conclusione, parte della gara si giocherà su questo tema, esecuzione e capacità di guastarla. Mi sarebbe piaciuto trattare almeno un altri tema, quello del tiro da fuori, ma si è fatto troppo tardi e ora tocca dormire, la gara la vedrò in differita.
Santo League Pass.

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