26 luglio 2013

Top e Flop dei più attesi Videogames presentati all'ultimi E3 - Prima Parte

Ne trovate altre qui.
L'E3 (Electronic Entertainment Expo, per chi ha tempo da perdere), è la fiera di videogiochi più famosa al mondo e si è concluso da circa un mesetto. Molti titoli interessanti , altrettanti quelli imbarazzanti. Andiamo a vedere i top e i flop dei titoli che esploderanno sul mercato, qualcuno perché farà il boom, qualcun altro perché verrà fatto brillare per non lasciare tracce. Dividiamo in due parti... prima i flop.


I FLOP 


 Subito un proclama in sordina, piano piano, senza far rumore: Call of Duty: Ghosts sarà una tavanata galattica. L'ho toccata più piano che potevo, giuro. Annunciato per PS4, Xbox One, PC, PS3, Xbox 360 (mancano solo Wii, Wii U e il mio tostapane) e realizzato da Infinity Ward, è previsto per il 5 Novembre.
Ma stanno sempre in paesaggi da National Geographic?
I lati negativi: motore grafico invariato, cioè lo IW Engine utilizzato per la prima volta nel 2005 in Call Of Duty 2... certo, è stato aggiornato nel corso degli anni, ma la base è sempre quella ed è normale che a distanza di 8 anni le crepe siano evidenti. La trama in compenso è davvero scoppiettante e imprevedibile: gli USA sono invasi da una misteriosa potenza straniera e noi siamo la gloriosa resistenza che deve respingere il nemico prendendolo a zampate nel sedere. E non dico “zampate” a caso, visto che il nostro più fedele alleato sarà un cane di nome Riley. Ora, con tutto l'amore per le bestiole, in uno sparatutto in prima persona mi aspetterei prima altre modifiche rispetto all'introduzione di un compagno a quattro zampe assetato di sangue (date un'occhiata ai gameplay rilasciati sul web e vi accorgerete che più che un cane, Riley è una specie di lupo selvaggio a digiuno da un mese).
Ditemi che non è da chiamare la Brambilla?
I lati positivi: tutti i bimbiminkia si concentreranno a milioni su questo titolo, lasciandomi libero di godermi ai massimi livelli Battlefield 4.

BOCCIATO SENZA PROVA DI APPELLO





Ryse: Son of Rome è un titolo molto ambizioso, ideato da Crytek (il primo Far Cry e dei tre Crysis) e ambientato nell'antica Roma, che nel tempo ha subito parecchie modifiche. Sono anni che Ryse cerca di trovare la sua strada nel modo dell'industria videoludica, ma stenta sempre a trovare un'identità propria; all'inizio il gioco era pensato come totalmente basato sul Kinect (leggi: un coso che riproduce in-game i vostri movimenti davanti alla TV, permettendovi di sudare come maiali mentre i personaggi eseguono manovre opposte a quelle pianificate): pensate l'esaltazione di squartare con le vostre mani legioni intere di avversari che vi ostacolano (tranquilli, ho avuto un'infanzia felice e spensierata, si fa per dire)! Col tempo l'idea è stata abbandonata e Son of Rome si è trasformato in una classicissima avventura in terza persona piena di Quick Time Event, in esclusiva per Xbox One.
Pigia, dai pigia, ora! X, A, mezzalunaepugnoalto! È facile su!
Nel sentire assieme “avventura in terza persona” e “QTE” ti si è accesa una lampadina? A me sì, perché, a parte l'ambientazione storica differente (Roma vs Grecia), tutto il resto esce dalla clonazione in vitro di God of War. Intanto il protagonista di Ryse è un giovane comandante romano pieno di rancore e odio da sfogare per l'assassinio della sua famiglia, poi ogni volta che si entra in un combattimento, bisogna spingere tasti seguendo le indicazioni a schermo, proprio come in GoW, inoltre (dulcis in fundo) la spettacolarizzazione estrema dell'azione (fra cui vanno citate galee romane che saltano in aria come riempite di tritolo o superuomini armati fino ai denti che si lanciano da soli contro interi eserciti di barbari assetati di sangue e ovviamente vincono senza graffi, figurarsi) e le inquadrature molto cinematografiche non possono non ricordare il capolavoro degli Studios Santa Monica.
Malino eh? Sembra Pitfall per Atari 2006...
Ok, Ryse: Son of Rome ha dalla sua anche alcuni pregi notevoli, fra cui grafica spaccamascella tipica dello studio Crytek (come dimenticarsi delle mirabilie del primo Crysis?), ma dubito che riusciranno a salvare un titolo sicuramente ben congegnato, ma senza alcun guizzo innovativo, ma anzi estremamente ripetitivo. Il 30 novembre mi si potranno rinfacciare queste parole al veleno.

BOCCIATO CON RISERVA



Chiudiamo la rapida rassegna dei flop con l'ultimo capitolo di una serie ultra-famosa, il che renderà il mio account twitter vittima di atti estremi di cyberbullismo (avranno anche ragione, eh). Parlo di Assassin's Creed IV: Black Flag, ambientato negli anni magici della pirateria (no, niente Napster, è il 1715), con protagonista il padre di Connor Kenway, protagonista di AC III. Davvero? Ancora Assassin's Creed? Non vi siete stufati di vederne uscire uno ogni 10 mesi, sempre uguale algli altri tranne l'ambientazione e due o tre ritocchi grafici? No? Vabbè.
C'è anche Portos dei 3 moschettieri
In difesa di questa serie bisogna dire che all'inizio era senz'altro portatrice sana di freschezza e innovazione nel mondo dei videogames e io stesso mi sono divertito molto col primo capitolo del 2007 (pur non esente da difetti, sia chiaro). Ma ora che i difetti primigeni sono rimasti e che la freschezza e l'innovazione se ne sono andate, perché continuare a giocarci? Innanzitutto va sottolineato il fatto che, anche al più alto livello di difficoltà, lo completerebbe un bambino di 5 anni bendato, mentre con la mano destra mangia un Kinder Pinguì, rovinandosi per sempre l'intestino. In pratica si continua a giocarci solo per vedere le splendide ambientazioni ricreate da Ubisoft e sapere come procede la sempre più stantia trama iniziata 6 anni fa. Praticamente è Google Earth con una trama di fondo. Le magnifiche innovazioni di questo capitolo riguardano anche, ma non solo, il cappuccio del nostro assassino, che non sarà più (rullo di tamburi) a punta (ta-daaaaà!), ma soprattutto il fatto che, finalmente, il protagonista, dopo anni e anni di pesante discriminazione denunciata dalle principali associazioni mondiali per i diritti umani, non sarà più moro ma biondo. Il realtà Ubisoft ha annunciato che grande enfasi verrà posta sui combattimenti fra navi, che comporranno una discreta parte dell'avventura, inoltre verrà introdotta qualche missione subacquea, ma al momento sembrano tutti deboli palliativi che difficilmente svecchieranno una formula ormai abusata. Il 29 Ottobre dunque verremo catapultati nuovamente nel mondo di AC e chissà se i proclami di rinnovamento di Ubisoft saranno confermati. Io mica ci credo molto, qualcuno si?

RIMANDATO, RIPETIZIONI ESTIVE A VOLONTÀ


Next stop...



Alla seconda puntata con i TOP.

el Don 

Nessun commento:

Posta un commento