15 luglio 2013

The Last Of Us - recensione despoilerizzata

the last of us
È sempre complicato parlare di un prodotto che era atteso spasmodicamente da anni e che nel mese appena trascorso è già stato sviscerato in quasi ogni suo aspetto, analizzato in ogni suo anfratto. The Last Of Us, videogioco uscito finalmente il 14 giugno come esclusiva per PlayStation 3, è l'ultima fatica di quei geniacci dei Naughty Dog, software house a cui dobbiamo la saga dell'indimenticabile Crash Bandicoot, quella un po' più dimenticabile di Jak And Daxter e la trilogia – in probabile futura espansione sulle console di nuova generazione – di Uncharted.

Breve premessa alle mie impressioni sul gioco: questo articolo non conterrà spoiler. Un (ex) amico mi ha rivelato il finale prima che potessi giocarci. Non è stata un'esperienza per nulla piacevole, per me e per lui, sicuro.
Senza girarci troppo intorno annuncio con supponente certezza che The Last Of Us è il miglior videogioco uscito in questa generazione di console (a spanne, diciamo da circa 8 anni) e si candida prepotentemente per la palma di miglior gioco di sempre. Punto. Sembra una sentenza assolutistica, vero? E infatti lo è. Vi assicuro però che non si può non rimanere ammaliati dalla maestria tecnica, dall'ispirata regia, dalla veridicità dei sentimenti che vengono portati in scena durante tutte le 15 ore necessarie per completare l'avventura (con fortissima empatia per il videogiocatore).
the last of us - joel ed ellie
Ciao Joel, ciao Ellie, ci sarà poco da ridere, mi sa
La trama in poche righe: il mondo è sull'orlo della distruzione per un'infezione virulenta causata da funghi parassiti, che ha messo in ginocchio l'intero genere umano. Niente cura, nessuna possibilità di salvezza, si può solo tentare di sopravvivere il più possibile. Sembra abbastanza no? No. Perché la Terra si è popolata di pericolosissime creature mutate geneticamente, che fondamentalmente hanno come scopo principale della loro esistenza quello di uccidere il maggior numero possibile di persone (tutti hanno un hobby, io ad esempio colleziono pacchi di cerini. ndSattasal).
All'interno di questo mondo distopico troviamo i protagonisti Joel ed Ellie. Joel è un contrabbandiere quarantenne cinico e disilluso, Ellie una giovane ragazzina nata dopo la propagazione dell'epidemia, che quindi conosce solo questa terrificante versione della vita. È proprio qui che The Last Of Us mostra il suo lato più brillante: la caratterizzazione dei personaggi è eccezionale, profonda e matura, il modo in cui si rapportano fra di loro è totalmente verosimile. Nessuna macchietta tagliata con l'accetta, stile blockbuster cinematografici, i personaggi hanno invece diverse sfumature che si scopriranno via via che si procede nel gioco. Anche i personaggi di contorno sono piuttosto interessanti, ma tutto sbiadisce di fronte a Joel ed Ellie e all'evoluzione del loro rapporto. Alla perfetta caratterizzazione emotiva dei personaggi, si aggiunge una trama che, pur non brillando particolarmente per fantasia, tiene incollati allo schermo fino ai titoli di coda ed è raccontata magnificamente tramite cutscene da maestri del cinema e dialoghi mai banali.

the last of us - una città devastata
Il prossimo anno si villeggia da un'altra parte
Prima ancora di poter apprezzare questi aspetti, salta indubbiamente all'occhio l'aspetto grafico. Sarò nuovamente categorico (non si dica che non avverto): miglior videogioco di sempre. Ad oggi, 14 luglio 2013, sfido chiunque a portarmi un esempio di videogame graficamente superiore. Non si tratta solamente di numero di poligoni o di definizione delle texture su muri e case, ma anche e soprattutto della cura dei dettagli, della caratterizzazione degli ambienti e dei personaggi. Assistere ad un'alba immersi nella vegetazione che invade la città di Boston è semplicemente emozionante, come lo è (per motivi differenti) assistere alla desolazione delle città americane devastate, che si attraversano durante il gioco. Certo, nei prossimi mesi usciranno sicuramente altri titoli di livello comparabile (uno è The Witcher 3, scommetteteci) ma attualmente non ci sono avversari all'altezza.
Anche il comparto audio si distingue per eccellenza: il doppiaggio in lingua originale è magnifico, non ha nulla da invidiare a produzioni cinematografiche di altissimo livello, mentre quello in italiano è piuttosto buono, ma un gradino inferiore. Il mio consiglio personale è di impostare l'inglese come lingua base, magari attivando i sottotitoli per non farsi sfuggire le sfumature linguistiche dei dialoghi. Le musiche sono piuttosto minimaliste e non invasive; un paio di temi sono azzeccati, ma Naughty Dog ha cercato soprattutto di non rubare spazio ai rumori ambientali, per creare un maggior senso di immersione: la pioggia che cade e rimbalza contro le lamiere sotto cui ci siamo riparati, i passi dei mutanti in avvicinamento, il respiro terrorizzato di Ellie.
the last of us - multiplayer
Nel multiplayer ci si prende a cartoni fra fazioni opposte.
Nella figura in alto: il tizio in ginocchio non sta vincendo
C'è anche il multiplayer: non è certo il motivo principale per il quale The Last Of Us va assolutamente comprato, ma è comunque una piacevole aggiunta, alla quale dedicare qualche ora dopo aver sbloccato tutti gli obiettivi della campagna principale, magari al livello più difficile (che è davvero difficile, ve lo assicuro).
The Last Of Us è uno dei pochi, rarissimi casi in cui l'hype creatosi nei mesi precedenti all'uscita si è rivelato totalmente giustificato, anzi, si può affermare che la qualità finale del prodotto sia stata persino superiore alle enormi aspettative. Se ne parlerà per parecchi anni a venire e rappresenterà per sempre una pietra miliare, non solo nel campo dei giochi d'avventura in terza persona ma più in generale per tutto l'ambiente ludico (la tocca piano. NdSattasal).
the last of us - comics
c'è anche un simpaticomics, fatto da chissacchì, chissaquando
Si è discusso in passato e si continua tuttora a discutere se alcuni videogiochi possano essere considerati vere e proprie opere d'arte, come libri e film; dopo essermi emozionato, arrabbiato, arrivato sull'orlo delle lacrime mentre completavo il videogame, conosco finalmente la mia personale risposta alla questione: sì, i videogiochi possono essere opere d'arte e The Last Of Us ne è il perfetto esempio.

el Don 

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